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Mi chiamo Maria Cira, ho 22 anni e sono neo-laureata in Beni Culturali alla Federico II.

Sono cresciuta a pane e curiosità.

Fin da bambina ho guardato SuperQuark, Passaggio a Nord Ovest, Ulisse. Poi Gaia, il pianeta che vive, anche Voyager, oltre ai classici Tg Ragazzi e Art Attack. Non sono mancati certo gli anime su Italia 1, che allora semplicemente chiamavo “cartoni animati”. Poi c’è stato MTV, e le canzoni a rotazione continua, e le classifiche tematiche, e le classifiche degli artisti, e Anime Night (così ho capito che i “cartoni animati” giapponesi tratti da un fumetto, il “manga”, si chiamavano nello specifico anime).

Poi la scuola. Ricordo perfettamente la prima volta in cui la maestra parlò degli antichi greci. Il fascino mi catturò totalmente, non esistevano che i greci, e la loro arte, e la loro filosofia, chissà che cos’era, non capivo niente, fantastico. E c’era un certo Aristotele che aveva segnato la storia in modo epocale, ma tantissimo, ma l’avrei capito da grande, alle superiori, perchè così funziona.

Ma ricordo anche perfettamente la volta in cui la professoressa di musica ci parlò del sesso e dei video porno: in realtà, non capisco neanche che cosa siano i video porno, ma a quanto pare non si fa sesso così come lo trasmettono su quei siti; lì sono attori che esagerano con le loro prestazioni, mentre nella vita reale il sesso è un’altra cosa. Anche questo l’avrei capito da grande, con il mio ragazzo bellissimo ed intelligente, ed affascinante e musicista e letterato, e così colto, così interessante, che in realtà non esiste ma questo l’avrei, indovinate, l’avrei capito da grande.

A 17 anni ho conosciuto la mia più cara amica: Musica. Mi ha sempre accompagnato, è stata dietro le quinte dei miei studi, in varie forme: ho sempre amato Beethoven e Tchaikovskij, ma anche i Linkin Park, Tiziano Ferro, Lucio Battisti. Un giorno, per caso, mi son trovata dietro ad un pianoforte, e ci ho suonato qualcosa, e l’ho amato, e ci ho pianto tanto su, e ho fatto esercizi, e gli ho urlato contro, e l’ho abbracciato, e mi ha commosso con le sue parole. E’ stata la mia arma letale.

Da grande, più o meno grande, ho fatto delle scelte, ho seguito i miei carismi, ho affrontato numerose prove per capire infine che la grande vocazione che mi ha spinto negli anni era sempre la stessa ed aveva un unico grande e pesante nome: CONOSCENZA.

Ho superato molti esami, e mentre studiavo le più disparate materie mi sono chiesta perchè nessuno fosse a conoscenza di tutte quelle cose, oppure perchè quando si parla di Leopardi tutti pensano solo al suo pessimismo, o perchè se si parla di arte, la bellezza si ferma sostanzialmente a metà Ottocento e tutto ciò che è venuto dopo è stato siglato come robaccia, o perchè tutti credono che la matematica è un casino e ci “devi essere portato” altrimenti non meriti nemmeno di sederti al banco. Perché tutto è rimasto nei libri, perchè nel 2018 tutto resta nelle quattro mura delle aule delle scuole e delle università del mondo.

Eccoci, menti che vivono lo studio ogni giorno, come studenti, come professori, come genitori e nonni. “Come va la scuola?” è la prima domanda che ci pongono tutti. “Bisogna finire il programma!” è il motto giornaliero dei professori. “Se non ti impegni a scuola, non diventerai mai nessuno nella vita…” è il ritornello quotidiano di mamma e papà.

Ma è davvero così che funziona il conoscere? E’ davvero così che si lavora con gli studenti? E’ davvero così che si promuove la cultura? E’ tutto stigmatizzato e semplificato nel potenziale futuro? E lo studente del presente non esiste? Adesso, il giovane che studia, è semplicemente al servizio del giovane che lavorerà? E sapere chi era Petrarca che gli servirà se un giorno sarà un medico?

L’obiettivo di questo blog è il seguente: provare a rispondere a queste domande, partendo dal conoscere e arrivare al sapere. 

La conoscenza è sapienza? Quando? Sarà un lungo viaggio, e lo vivremo sul campo, non ipotizzando e passando da una teoria all’altra, ma mettendo al servizio della vita reale tutto lo scibile con cui entriamo in contatto.

Sarà interessante, non trovate?